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Da Columella |
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Inserito il 02 settembre 2008
LE INEFFICIENZE ITALIANE SFOCIANO NEL PARADOSSO LA FRUTTA ITALIANA COSTA MENO ALL''ESTERO
La frutta Made in Italy costa meno all''estero che in Italia. A denunciare le pesanti distorsioni nella filiera dal campo alla tavola, lungo la quale i prezzi in media aumentano del 200% è la Coldiretti. "Le differenze di prezzo riscontrate in Germania sono tra il 5 e il 10%, mentre i trasporti pesano in media fino al 30% sul costo finale dell''ortofrutta, con differenze a seconda delle diverse distanze", si legge in una nota. Secondo l''ultima indagine dell''Antitrust , infatti, ricorda ancora la Coldiretti, "i prezzi al consumo attualmente praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo non sono inferiori a quelli praticati dalle altre tipologie di vendita e, in particolare, risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti". La stessa Antitrust nella sua indagine conoscitiva su 267 filiere osservate mette in evidenza come i ricarichi variano dal 77% nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103% nel caso di un intermediario, al 290% nel caso di due intermediari, al 294% per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200% evidenziato da Bankitalia. "Esiste dunque - sostiene la Coldiretti - un ampio margine da recuperare tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo per garantire un adeguato reddito alle imprese agricole e acquisti convenienti ai consumatori. Le inefficienze nella filiera ortofrutticola sono alla base di ricarichi ingiustificati, che stanno provocando in Italia una riduzione dei consumi con cali del 2,6% per la frutta e dello 0,8% per le verdure nel primo semestre del 2008, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen". Si tratta di un "trend allarmante", denuncia ancora il sindacato dei coltivatori diretti, visto che si tratta di alimenti di base della dieta mediterranea ed indispensabili per la salute per i quali, peraltro, l''Italia detiene il primato quantitativo e qualitativo a livello comunitario.
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Da Columella |
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Inserito il 30 agosto 2008
ECCO IL TOP FIVE DELLA FRUTTA CHE "MANGIA PETROLIO" E INQUINA
Prugne cilene, fagioli argentini e uva peruviana salgono nell''ordine sul podio della top five della frutta e verdura che spreca energia e contribuisce all''emissione di gas ad effetto serra a causa dei trasporti che subisce per arrivare in Italia. La speciale classifica è stata stilata dalla Coldiretti in occasione della marcia sul clima a Milano dove è stato allestito un vero e proprio stand dei prodotti che “inquinano” per evidenziare come anche un comportamento di acquisto responsabile possa contribuire alla riduzione dell''inquinamento e al risparmio energetico, di fronte al nuovo record del petrolio. Si tratta di tre prodotti che devono percorrere distanze nettamente superiori ai 10mila chilometri prima di giungere sulle tavole e che - sostiene la Coldiretti - possono peraltro essere convenientemente sostituiti da ben piu'' valide alternative offerte dalla produzione nazionale che è leader in quantità, qualità e sicurezza nella produzione di frutta e verdura a livello comunitario e internazionale. Nella classifica dei prodotti “da evitare” per un comportamento ambientalmente sostenibile, la Coldiretti ha anche inserito dunque, oltre alle prugne cilene, ai fagioli argentini e all''uva peruviana, le pere dal Sud Africa e il melone dal Guadalupe. Tutti prodotti per i quali l''alternativa nazionale durante la stagione produttiva garantisce maggiore risparmio e freschezza. Secondo la Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l''anno. E'' stato infatti calcolato che le prugne dal Cile che devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica, mentre i fagioli argentini viaggiano per 11mila bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei e l''uva dal Peru'' percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l''emissione di 20,2 chili di anidride carbonica . A livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull''atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall''emissione di gas ed effetto serra. In Italia la Coldiretti ha avviato una mobilitazione per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli, che non inquinano e salvano il clima: dall''introduzione dell''obbligo di indicare in etichetta la provenienza di cibi in vendita, alla disponibilità di spazi adeguati nella distribuzione commerciale dove poter acquistare alimenti locali che non devono essere trasportati per lunghe distanze, dai farmers market fino all''inaugurazione del primo circuito “a chilometri zero” mentre sul sito www.coldiretti.it si può trovare un elenco di quasi diecimila aziende agricole in tutte le province dove è possibile comperare direttamente dagli agricoltori senza intermediazioni e lunghi trasporti che bruciano petrolio ed inquinno. LETTO QUESTO ADESSO ANDATE ALLA COOP DI LUINO (DICO COOP PER QUANTO ERA NELLE INTENZIONE DEI PADRI FONDATORI DI QUESTA AZIENDA, MA VALE PER TUTTI I PUNTI VENDITA, ANCHE QUELLI DELLE BANCARELLE) E LEGGETE LA PROVENIENZA DELLA MAGGIOR PARTE DELLA FRUTTA, POI PUBBLICHERO'' UN''ALTRA PUNTATA...
http://www.coldiretti.it
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Da il capitalista |
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Inserito il 07 agosto 2008
E'' morto questa mattina, in un incidente stradale alle porte di Torino, Andrea Pininfarina. Aveva 51 anni. Pininfarina era presidente e amministratore delegato della storica carrozzeria torinese. Vicepresidente di Confindustria durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, attualmente era membro del consiglio direttivo. Nel 2005 era stato nominato Cavaliere del Lavoro. Lascia la moglie, Cristina Pellion di Persano, e tre figli, Benedetta, Sergio e Luca.
Poco dopo la diffusione della notizia dell''incidente, il titolo Pininfarina è stato sospeso per eccesso di rialzo in Piazza Affari, facendo segnare in pre-apertura un prezzo di 6,6 euro, l''11,44% in più rispetto alla chiusura di ieri.
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